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Acque in Fiamme con Alberto Stabile
Per una sera Piazza Sturzo è stato il luogo privilegiato per discutere la situazione geopolitica nel ribollente bacino del Mediterraneo.
A seguito della proiezione nel chiostro di San Benedetto di “Fortress Europe, voglia di muro”, un interessante documentario di Marialuisa Mastrogiovanni che indaga la vicenda taciuta dai media internazionali della costruzione di un muro in prossimità della frontiera greco-turca, Gianluigi De Vito, giornalista della “Gazzetta del Mezzogiorno”, ha alimentato il confronto dal titolo “Acque in fiamme: come cambia il Mediterraneo dopo le rivolte in Nordafrica” nella vicina piazzetta con un ospite d’eccezione, lo storico inviato di “La Repubblica” Alberto Stabile.
Un’occasione per fare il punto sull’accidentato cammino di democratizzazione di questi paesi, discutendo su tutte le sfumature e le conseguenze dei fatti più recenti, dall’immigrazione al ruolo dei social media. C’è stato spazio per provare a ipotizzare lo scenario futuro che si sta delineando per quest’area, evidenziando le diverse dinamiche interne ai singoli stati, dall’Egitto, già dotato di istituzioni democratiche, alla Libia, che invece dovrà costruire da zero un apparato statale in un paese che per oltre trent’anni ha fatto riferimento esclusivamente al Libro Verde.
Difficile non intravedere un lungo periodo di instabilità nei paesi nordafricani a seguito delle rivolte che hanno ribaltato poteri solidi e longevi, anche per le condizioni di vita misere di gran parte della popolazione, ma Stabile ha voluto comunque concludere con una nota di ottimismo facendo riferimento alla proiezione precedente all’incontro e alla sua esperienza dicendo “i muri si costruiscono, ma i muri prima o poi cadono”.
Achille Caradonna
foto di Pasquale Fanelli