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Mafia e Potere a Confronto
Un dibattito, quello di ieri sera, entro la cornice del chiostro di San Benedetto, che ha visto come protagonisti i giornalisti Maria Luisa Mastrogiovanni e Antonino Napoleone, i quali, mediati da Francesco Strippoli, penna del Corriere del Mezzogiorno, si sono confrontati davanti al pubblico sul rapporto tra mafia e potere, e tutto ciò che esso comporta.
Il tutto è stato preceduto dalla visione del documentario della Mastrogiovanni :“Human Goods- Welcome to Europe”, il quale tratta un argomento “glocal”, insieme degno di attenzione nazionale e locale: ripercorre infatti le rotte seguite dai trafficanti di uomini che dall' Afghanistan, passando per la Turchia e la Grecia, sperano di approdare nelle terre pugliesi in cerca di libertà. È quindi una inchiesta investigativa che scava nel fenomeno delle organizzazioni criminali transnazionali. Un progetto, nato e realizzato grazie alla curiosità della stessa direttrice del Tacco d'Italia, mensile di approfondimento, “nato per colmare un vuoto riguardo inchieste che nessuno vuole trattare”, ha affermato la Mastrogiovanni.
Assieme a lei, all'incontro, Antonino Monteleone, giornalista calabrese e corrispondente di La7, che ha vissuto in prima persona l'intricato susseguirsi di vicende giudiziarie in merito all' 'ndrangheta calabrese. Quello della Calabria “è un campo minato, dove sussiste una solida connessione tra organizzazioni criminali ed istituzioni”, ha dichiarato Monteleone. Oggigiorno, ha aggiunto, il dovere del giornalista è raccontare quelle terre viste dall'interno delle famiglie coinvolte.
Strippoli ha evidenziato come tale categoria debba esigere di più, sia come professionista che come cittadino, molte volte anche penetrando a fondo quella che la Mastrogiovanni chiama “zona grigia”, area di collusione tra criminalità organizzata, mafia e potere, entro la quale nessuno vuol mettere mano.
Essere giornalista del Sud può costituirsi vantaggio ed ostacolo insieme, ma tale ambivalenza non convince personalità come queste a rimanere seduti dietro una scrivania.
NEIDE DEBELLIS
foto di Daniela Benigno